Il Waffle è un prodotto cotto tra due piastre di ghisa calde. Accompagna l’uomo da millenni, evolvendosi nei secoli per ingredienti, forme e abbinamenti pur restando, nel metodo di cottura, uguale a se stesso dalla notte dei tempi.

Nella Grecia del periodo classico si cuocevano impasti a base di farina chiamati obleios tra due piastre di ghisa. Il metodo di cottura fu mantenuto dai Romani, che cuocevano le oblata, ed esportato nei territori conquistati.

Nel Medioevo, in tutta l’Europa, esistevano gli ostiari che, la domenica mattina, davanti al sagrato della chiesa, cuocevano sulle braci, tra due piastre di ghisa unite da un lungo manico, le ostie. Le ostie venivano quindi vendute ai fedeli che entravano in chiesa per la messa.

Nel XIII secolo l’ostia, in Belgio, divenne Gaufre, o Waffle.

Il primo passo fu l’introduzione, ad opera dei monaci, del miele, unico dolcificante allora disponibile. Un mastro forgiatore quindi ebbe l’idea di produrre alcune piastre, i Fers à Gaufre, riproducenti il caratteristico disegno dell’arnia (Gaufre). Il dolce (Wafla) divenne, in Belgio, una “mania”.

Verso il 1850 venne messa a punto la tecnica di estrazione dello zucchero dalla barbabietola. Era un metodo di estrazione grezzo rispetto a quello moderno: lo zucchero che si otteneva aveva le dimensioni di una perla, ed era altrettanto duro. Al giorno d’oggi questa particolare forma di zucchero è reperibile solamente in Belgio, dove si trova abbastanza facilmente e si chiama appunto zucchero perlato, o sucre perlé.

Il Waffle di Liegi deve i suoi natali al matrimonio della figlia del Principe di Liegi. Il Principe chiese al proprio pasticcere di confezionare un dolce che fosse a un tempo l’emblema della città e contemplasse, tra gli ingredienti, la novità del momento: lo zucchero perlato! Il pasticcere preparò i Waffles sostituendo al miele lo zucchero. Quello che ne risultò ebbe un tale successo che, ancora oggi, il Waffle di Liegi è il dolce più caratteristico e apprezzato in Belgio.